umani e fiori

Mi stupisce sempre il rapporto che si  instaura tra umani e fiori. Se si tratta di acquisto e non di approccio contemplativo, la cosa si fa subito utilitaristica. Quanto dura, Quanto costa, Quanti fiori fa, Quanta acqua vuole, ma poi resiste? Nessuno dice mai alla pianta vittima dell’acquisto  quanta pazienza avrà a stare con un imbecille che starà fuori casa e non la bagnerà, poi la nzupperà facendo marcire le radici, poi schiaccierà i fiori aprendo male la finestra, e ancora si dimenticherà che la terra non è eterna in un vaso e perde capacità nutritive. Verrà messa dove piace di più e non dove starà meglio come esposizione, ma solo dove darà più piacere all’occhio del soggetto che la compra per impulso primaverile. Poi si sentono cose come “voglio un basilico garantito”. Ma garantito da chi, da cosa e perchè. Piace questo rito primaverile in chi ha i balconi e da un pò si biascica anche di presunti orti. Mediamente i cittadini dicono “orto” se mettono piante i cui frutti o fiori si mangiano. Ho sentito chiamare orto un luogo con un limone un olivo e il suddetto basilico. Qualcuno ci aggiunge il pomodoro e già si sente pronto per surgelare alla Bonduelle. Siamo cosi, superficiali, comprerecci, infantilmente attratti dal colore . Della vita poco ci importa, la nostra la altrui e quella vegetale e animale poi…

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umani e fiori

finte partenze, arrivi certi

ho bene in mente come impostare la storia che finora sto scrivendo a pezzi anche perchè riguarda dei protagonisti speciali. Una specie di Cent’anni di solitudine, ma felino. Siccome non è cosa da poco, ho deciso di seguire il consiglio di uno scrittore molto autorevole che ho sentito intervistare da Gruber poco fa. Prima stesura tutta a tavolino, con intrecci , personaggi, contributi storici ecc. Puo durare anche sei mesi. il casting dei personaggi principali e la definizione dei loro caratteri. Importante è cominciare ed essere convinti che si può prendere un Pulitzer per la letteratura anche se le librerie davanti a casa propongono scrittori fantastici, opere pregevoli non ancora lette e nessuno sembra strapparsi i capelli per leggere quel che scrivo io. Detto questo io ho cominciato e se qualcuno volesse incoraggiarmi può farlo. Io uso i contributi di interesse anche di altri. Non sarà una storia di mici di affezione che pure rispetto come genere ma trovo un tantino noioso, quanto piuttosto un racconto esoterico ad  immagini e impressioni. Niente umanizzazioni se ci riesco solo pensieri e storie sciolte che si aggregano grazie alla materia della mente felina che a volte comunica con me.

finte partenze, arrivi certi

insipienza

i viaggiatori non sanno viaggiare. Ormai mi è chiaro. Osservando gli umani che usano i treni rilevo una totale apatia nei confronti delle piu comuni modalità di trasferimento. Mentre quelli che usano aerei e aereoporti, sono ugualmente allocchi, ma si credono saputi, quelli dei treni sembrano quasi pretendere che qualcuno li accompagni in tutto, aprire porte , usare acqua dai lavandini, leggere posti, mettere a posto bagagli, e non urlare come nei corridoi di casa propria per rintracciare parenti. Si affidano al viaggio, vagolano e si lamentano. Sempre colpa i un dio maligno che complica la vita, non leggono il codice del biglietto, non rispettano il silenzio, non buttano le cartacce e non tolgono i piedi dal sedile. io ho deciso di considerare ogni viaggio come un osservatorio privilgiato di una specie che non condivido del tutto ma di cui faccio parte, come fare Spock dell’astronave sperando che la prossima puntata lo sceneggiatore sia benigno. Di poetico o letterario c’è poco, ora per esempio sto ascoltando un improbabile geometra che in napoletano stretto da indicazioni di cantiere col telefonino. Il vicino litiga col commercialista, e un depresso si infila le cuffie in tal modo che all’arrivo solo un otorino potrà estragliele.

insipienza

alberi e metró

Apprendo che stanno per essere tagliati 764 alberi in via Plebisciti  Milano. Si fa per la metro linea 4. Sicuramente saranno state fatte delle valutazioni. E’ stato detto  che però verranno rimpiazzati in parte. Ora mi chiedo, nell’ordine: perchè mi dovrei fidare di chi ha fatto la valutazione, perchè dovrei accettare che per servire un pezzo di città già inquinata e tossica quanto basta, si rinunci ancora agli alberi, perchè si eliminano ancora dai viali alberi e poi si progettano e lodano i giardini verticali che sono una astrazione del verde urbano quando da sempre i viali sono apprezzati e diffusi. Potrei continuare ma deprimo me e chi legge. Il senso di queste scelte sfugge al cittadino, sfugge alla persona che lungi dal fidarsi dei tecnici rinuncia anche demandare il proprio giudizio ad altri .UN bene che si ritiene essere comune come gli alberi in una città triste e retorica come Milano dovrebbe essere difeso con lee unghi e con i denti e si dovrebbero pretendere delle soluzioni che alle infrastrutture non si sacrifichino i viventi. Questo se chi amministra e progetta non usasse criteri arcaici nel gestire la città e le risorse di tutti.

alberi e metró

Perchè le tendenze nell’arredamento sono stereotipi consumati

Ho letto e non sto a dettagliare perchè non è importante, che le nuove tendenze nella casa sarebbero “tinte vivaci e calde alle pareti, decorazione e tendaggi“ e personalizzazione legata ai propri gusti ormai affinati per tutti a cogliere il meglio di quelo che c’è in giro. Se fosse cosi saremmo ancora negli anni ottanta o meglio i commenti a questo mondo sono diventati cosi cacofonici che potrebbero essere copiaincollati che nessuno se ne accorgerebbe. Non ci si aspetta freschezza, contenuti, argomenti suffragati da qualcosa. Basta ripetere come già sentivo sempre le stesse cose.Un dubbio ce l’ho ovvero che non sia tema da commento. Si guarda si descrive e stop. Tipo:Questo divano è verde e piace a Giovanni. La poltrona del designer tal de tali è fatta di quel materiale e costa così perchè è fatta bene. Il commento non serve più o meglio se è cosi stantio meglio tralasciare e dire.speriamo vengano un sacco di pesrone a vedre, comprare che di storie non ne sappiamo più raccontare, non ci sono bravi poeti e nemmeno cantastorie per raccontare dove vogliamo abitare. Possibile’?.

Perchè le tendenze nell’arredamento sono stereotipi consumati

solo radio alla sera e fusa di gatto

Oggi ho realizzato definitivamente che usare wordpress è ammettere la preistoria . Che cosa intendo’?Che la sterminata possibilità di accedere a materiale informativo, a immagini anche belle , al talento in qualche modo ormai disponibile e visibile davvero con grande facilità può indurre due comportamenti. Uno bulimico di connessione ricerca spasmodica  del contatto attraverso l’esplorazione di adesioni da sconosciuti, due la possibilità di essere come un conversatore logorroico, cioè tutte le cose , argomenti, temi ritenuti significativi, riversarli su un mondo indistinto che non ti risponde immediatamente ma ti assorbe. In entrambi i casi ci vuole disciplina. Si può davverro rincitrullire e perdere il tempo per una lettura univoca tipo quella di un libro . Oggi più che mai bisogna trovare spazi vuoti, Significativo che Peppa Pig leggevo essere la più amata delle figure dai bambini. Semplice forse  goffa ma sopratutto perchè vive in un contesto semplificato . Forse saremo costretti a convivere con l’opzione di essere superati , travolti da tutto o essere comunque espropriati della capacità di ascolto interiore.Il rumore emesso da una casa senza mezzi attivi che siano lavatrici, tastiere phon o voci dibattito dal web dalla tv da skype lascia più spazio alla propria voce  o se proprio vogliamo strafare al ticchettio delle unghiette o dei polpastrelli morbidi di un gatto. Il meglio per una notte  serena.

solo radio alla sera e fusa di gatto

Leave the pen. Take the cannoli.

petescully

amtrak in the morning
Late last month, on the weekend before Christmas, I took a day in San Francisco, just to get out of Davis for a little while and sketch things on ground that slopes a bit. I didn’t have much of a plan beyond “go to the Ferry Building, have a cannoli, draw loads”. So I did. Here’s my sketch from the early morning Amtrak train, above. It’s not cheap, traveling the Amtrak, but it’s a lovely journey and you get free wifi.

So I got to the San Francisco Ferry Building, where they have the Saturday Farmer’s Market. I like getting here on a Saturday, and finding the little stall inside that sells Italian cannoli filled with chocolate, and sugary messy lemon-filled ‘bombolini’, little doughnuts. After cleaning my face I went outside to draw a panorama, which took about an hour and a quarter. Those sugary treats made me work…

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Leave the pen. Take the cannoli.